I giochi e le burle

Oltre due secoli, ma non li dimostra

I giochi e le burle

Nei secoli scorsi, nei caffè si giocava molto e, per quanto fosse vietato, non mancavano i giochi d'azzardo. Accadeva in tutti i caffè della città, o meglio in tutti i caffè di tutte le città. Il Fiorio non faceva eccezione, anzi. Nelle sue sale si giocavano intere fortune e, quando si perdeva, valeva la regola “debiti di gioco, debiti d'onore”. La polizia vigilava, stilava rapporti riservati, reprimeva, ma senza esiti risolutivi. A maggior ragione al Fiorio, per via della rispettabilità aristocratica della clientela, che si copriva vicendevolmente e che contava amicizie negli uffici giusti. C’era anche chi barava. Essere scoperti comportava trattamenti diversi a seconda che si fosse nobili o borghesi.

Se ne accorse a proprie spese un giovane avvocato. Era al Fiorio, impegnato nel gioco del Goffo, e provò a barare, ma fu scoperto, malmenato, insultato, cacciato dal  caffè, inseguito lungo i portici di via Po. La sua carriera, promettente fino al giorno prima, fu compromessa. Per la vergogna si rifugiò a Susa, dove un sacerdote gli consigliò la vita religiosa. L'avvocato, convintosi, studiò e prese gli ordini. Si racconta che le sue omelie domenicali fossero molto apprezzate: d'altra parte non era forse un ex avvocato? Solo che non durò. Chiese al vescovo la dispensa, rinunciò all'abito talare e si sposò. Le sue tracce si persero. Una vita radicalmente dirottata su altri binari solo per aver incautamente barato al tavolo del Fiorio.

Per un baro che veniva pizzicato, vi erano molte persone rispettabili che si dedicavano a giochi più tranquilli e pensosi. Tra costoro, va annoverato proprio Camillo Benso di Cavour che al Fiorio non solo raccolse gli adepti per il suo Circolo del Whist e degli scacchi, ma vi tenne anche, nel marzo 1841, la prima riunione ufficiale. Alcuni studiosi ritengono che il suo circolo fosse, in realtà, un modo per selezionare una élite politicamente più omogenea. Una sorta di paravento, così tra una partita e l'altra si gettavano le basi della politica nazionale.

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